Cugnà, la mostarda d’uva piemontese per i formaggi
La cugnà è la mostarda d’uva del Piemonte: mosto appena pigiato, cotto per ore con mele cotogne, pere, fichi e frutta secca finché diventa una confettura scura, densa e profumata. Si prepara al tempo della vendemmia, quando il mosto è fresco, e si porta in tavola per tutto l’inverno con il bollito misto e, soprattutto, con i formaggi stagionati.
Ingredienti per 4–5 vasetti da 250 g
- 3 l di mosto d’uva rossa appena pigiata (Nebbiolo, Barbera o Dolcetto)
- 500 g di mele cotogne
- 500 g di pere da cottura, come le Madernassa o le Martin Sec
- 4 fichi freschi
- 80 g di gherigli di noce
- 80 g di nocciole tostate
- 1 stecca di cannella e 3 chiodi di garofano (facoltativi)
- la scorza di 1 limone non trattato (facoltativa)
Preparazione
- Filtra il mosto con un colino a maglie fitte e versalo in una pentola larga di acciaio, dal fondo spesso.
- Portalo a bollore e lascialo ridurre a fuoco medio, schiumando di tanto in tanto, finché è calato di circa la metà: servono 1 ora e mezza–2 ore.
- Intanto sbuccia le mele cotogne e le pere, elimina i torsoli e tagliale a pezzetti di 2 cm; taglia i fichi in quarti.
- Unisci al mosto le mele cotogne, che sono le più dure, e dopo 30 minuti le pere, i fichi, la scorza di limone e le spezie chiuse in un sacchetto di garza.
- Continua a cuocere a fuoco basso per 1 ora e mezza–2 ore, mescolando spesso con un cucchiaio di legno, soprattutto verso la fine, quando la cugnà tende ad attaccarsi. È pronta quando è scura, lucida e densa: una goccia su un piattino freddo non deve allargarsi.
- Elimina le spezie e la scorza, aggiungi le noci e le nocciole tritate grossolanamente e cuoci ancora 10 minuti.
- Versa la cugnà bollente nei vasetti sterilizzati fino a un centimetro dal bordo, chiudili e falli bollire a bagnomaria per 20 minuti; lasciali raffreddare nell’acqua.
Con quali formaggi servirla
La dolcezza della cugnà, appena acidula, è fatta per i formaggi saporiti e stagionati:
- Castelmagno DOP: un contrasto perfetto con il gusto intenso del Castelmagno stagionato o del Castelmagno d’Alpeggio.
- Bra Duro DOP: stagionato almeno sei mesi, compatto e saporito.
- Raschera DOP: dolce da giovane, più deciso con la stagionatura.
- Le tome: la Toma di Cuneo e la Toma del Mulo, per un abbinamento più delicato.
- Gran Poiana: stagionato almeno 18 mesi, a scaglie, con un cucchiaino di cugnà.
Il consiglio della Poiana
Servi la cugnà a temperatura ambiente, in una ciotolina al centro del tagliere, e disponi i formaggi dal più dolce al più intenso: prima le tome, poi Raschera e Bra Duro, quindi il Gran Poiana e per ultimo il Castelmagno. Il mosto fresco si trova in vendemmia, tra settembre e ottobre, presso cantine e viticoltori: scegli uve ben mature, perché più il mosto è dolce, meno tempo serve per addensarlo.
Varianti
- Con il mosto bianco: con il mosto di Moscato la cugnà viene più chiara e aromatica.
- Senza cotogne: se non le trovi, usa mele renette, che tengono bene la cottura.
- Più liscia: ometti la frutta secca e passa la cugnà con il frullatore a immersione prima di invasarla.
Come si conserva la cugnà?
Nei vasetti chiusi e sterilizzati si conserva in dispensa, al fresco e al buio, fino a un anno. Una volta aperto, tieni il vasetto in frigorifero e consumalo entro tre settimane, usando sempre un cucchiaino pulito.
