Ricette

Come comporre un tagliere di formaggi piemontesi

Tagliere di formaggi piemontesi con Castelmagno, erborinato, miele, noci e cugnà

Un tagliere di formaggi piemontesi ben composto racconta un territorio intero: dai formaggi freschi di pecora alle tome di montagna, fino al Castelmagno DOP e agli erborinati. Il segreto non è metterne tanti, ma scegliere formaggi diversi tra loro e servirli nell’ordine giusto, dal più delicato al più deciso.

Ingredienti per 6 persone, come antipasto

I formaggi, dal più delicato al più deciso

Per accompagnare

  • cugnà, la mostarda d’uva piemontese
  • miele di acacia e miele di castagno
  • noci e nocciole
  • pane casereccio e grissini stirati a mano
  • frutta di stagione: pere, uva, fichi

Preparazione

  1. Togli i formaggi dal frigorifero almeno 30 minuti prima di servirli, un’ora per quelli stagionati: freddi perdono profumo.
  2. Taglia ogni formaggio secondo la sua forma: a spicchi le forme rotonde, partendo dal centro, così ogni pezzo ha la stessa proporzione di crosta e di pasta; a fette i formaggi quadrati; il Castelmagno a scaglie irregolari, con la punta del coltello, perché è friabile.
  3. Disponi i formaggi sul tagliere in senso orario, dal più delicato al più deciso, lasciando un po’ di spazio tra l’uno e l’altro.
  4. Metti l’erborinato per ultimo, un po’ in disparte e con un coltello tutto suo, perché il suo profumo non copra gli altri.
  5. Completa con la cugnà e il miele in ciotoline, le noci e la frutta tagliata al momento; il pane va servito a parte.

L’ordine di degustazione

Si comincia dai formaggi freschi e si chiude con quelli più intensi: un gusto forte all’inizio copre quelli delicati.

  • Freschi: il Seirass del Fen, la ricotta di pecora avvolta nel fieno, fresca e sapida, e il Murazzano DOP, a pasta morbida.
  • Morbidi e dolci: la Raschera DOP, dal sapore dolce che si intensifica con la stagionatura, e il Gobbo di Gerb, formaggio di pecora dal gusto latteo-burroso.
  • Stagionati: il Bra Duro DOP, stagionato almeno sei mesi, e il Testun, a pasta dura e compatta, raffinato e intenso.
  • Decisi: il Castelmagno DOP, friabile e sapido, e per finire l’erborinato: il Blu del Lago d’Alpe ha una leggera nota piccante, il Blu di Mucca del Lago una pasta più cremosa.

Quanto formaggio a persona

  • Come antipasto: 80–100 g a persona, con 5–8 formaggi diversi.
  • Come piatto unico, con pane, frutta e qualche contorno: 150–200 g a persona.
  • A fine pasto: bastano 40–50 g a persona, meglio con tre formaggi soltanto.

Se i commensali sono pochi, scegli meno formaggi in pezzi più grandi: i pezzi piccoli si asciugano in fretta.

Gli abbinamenti

  • La cugnà, la mostarda piemontese di mosto d’uva cotto con frutta e frutta secca, è l’abbinamento classico con tome e formaggi stagionati: trovi la ricetta nella nostra cugnà, la mostarda d’uva piemontese.
  • Il miele: quello di acacia, delicato, accompagna gli erborinati; quello di castagno, più amaro, sta bene con il Castelmagno e con i formaggi stagionati.
  • Noci e nocciole danno croccantezza; pere e uva, freschezza.
  • Il pane: casereccio e poco salato, oppure grissini stirati a mano. Evita i cracker aromatizzati, che coprono il gusto dei formaggi.
  • Il vino: un bianco fresco con i formaggi freschi, un rosso di medio corpo, giovane e di pronta beva, con Raschera e Bra, un rosso più strutturato con i formaggi più stagionati e un vino dolce o passito con l’erborinato.

Il consiglio della Poiana

Non affollare il tagliere: cinque formaggi ben scelti valgono più di dieci simili tra loro. Alterna latti diversi (vaccino, pecora, capra), consistenze diverse (fresca, morbida, dura, erborinata) e metti sempre un formaggio di montagna come il Castelmagno: è lui che dà carattere a tutto il tagliere. Per un gusto più intenso prova il Castelmagno d’Alpeggio DOP, prodotto solo d’estate con il latte delle vacche al pascolo.

Varianti

Si può preparare in anticipo?

Sì, ma non troppo: puoi tagliare i formaggi e comporre il tagliere fino a un’ora prima, coprendolo con un telo pulito appena umido perché le superfici tagliate non si asciughino. Frutta, miele e pane vanno aggiunti solo al momento di servire. I formaggi avanzati si avvolgono nella carta per alimenti e si conservano in frigorifero, nel cassetto delle verdure.

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